La bora è un fenomeno meteorologico molto noto, in particolare nelle regioni costiere dell’Adriatico. Ma cosa ha a che fare con il “Documento di Valutazione dei Rischi“? Scopriamolo insieme.
Cos’è la Bora?
Prima di tutto, definiamo cosa sia la bora. Si tratta di un vento freddo e secco che soffia da nord-est lungo le coste adriatiche, in particolare nel Golfo di Trieste. Può raggiungere velocità impressionanti e generare onde alte anche diversi metri.
Il Documento di Valutazione dei Rischi
Passiamo ora al “Documento di Valutazione dei Rischi“. Questa espressione indica un documento obbligatorio per tutte le aziende italiane, previsto dal D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro. Il suo scopo è identificare i potenziali rischi presenti nell’ambiente lavorativo e definire le misure preventive necessarie per ridurre o eliminare tali rischi.
Bora e valutazione del rischio
All’interno del “Documento di Valutazione dei Rischi“, può essere presente una sezione dedicata ai rischi atmosferici. In tale contesto si inserisce la bora: infatti, se un’azienda opera in zone esposte a questo fenomeno meteorologico, è necessario valutare i potenziali rischi che esso può comportare.
Rischi legati alla Bora
La bora può infatti causare diversi tipi di problemi: dai danni alle strutture ai rischi per la sicurezza dei lavoratori. Ad esempio, gli oggetti non correttamente fissati possono essere spostati o ribaltati dalla forza del vento; le persone possono avere difficoltà a muoversi o rischiare di cadere; può essere complicato svolgere lavori all’aperto o su ponteggi e impalcature.
Valutazione dei rischi e misure preventive
Nel “Documento di Valutazione dei Rischi“, l’azienda dovrà dunque indicare come intende affrontare questi problemi. Le misure preventive potrebbero includere: formazione specifica per i dipendenti, utilizzo di attrezzature adatte (ad esempio, cinghie e pesi per fissare gli oggetti), modifiche al calendario lavorativo in caso di previsione di bora forte eccetera.


